22|04|2009
Assistenza per intensità di cura: parla Federico Lega, Università Bocconi di Milano
Categoria: Cambiamenti
Cosa si intende per " assistenza per diversa intensità di cura?
Si tratta di una filosofia organizzativa dell'ospedale e del reparto che riconosce la diversità del paziente in termini di complessità del quadro clinico ed intensità di assistenza di cui necessità.
Da un lato i pazienti che sono ricoverati nella stessa area specialistica spesso presentano quadri clinici differenziati in partenza, in relazione all'età, alle comorbilità, allo stato di salute complessivo, oppure in conseguenza di un intervento chirurgico più o meno importante che hanno subito.
In questo caso la complessità dovrebbe guidare l'individuazione di un'area multi specialistica dove questi pazienti, che non necessitano di terapia intensiva, ma non sono neanche "ordinari", possono trovare il corretto grado di assistenza medica ed infermieristica. In questo consiste la cosiddetta area High Care, che si differenzia dal ricovero ordinario.
Dall'altro lato, l'intensità assistenziale è legata a fattori individuali quali le capacità cognitive del paziente, il suo grado di autosufficienza/dipendenza, la sua condizione sociale di solo o supportato da famigliari, il suo stato di salute complessivo.
In questa prospettiva, l'ospedale per intensità riconosce che vi sono alcuni pazienti che richiedono più carico assistenziale di altri, in alcuni casi anche specialistico, ed organizza degli spazi di degenza multi specialistici per prendersi cura con più attenzione di questi pazienti fragili e spesso frequent-user dell'ospedale.
Qual è il modello organizzativo prevalente in campo internazionale?
In linea di massima si osserva una separazione tra la gestione delle cosiddette piattaforme produttive (reparti, blocco operatorio, ambulatori) e responsabilità cliniche.
Le prime vengono centralizzate a livello di dipartimento o stabilimento, per ottenere maggiore produttività, economie di scala e flessibilità di utilizzo.
Le responsabilità cliniche rimangono invece in capo all'unità operativa specialistica ed al dipartimento quale luogo dove si esercita il governo clinico.
Le piattaforme produttive della degenza sono poi organizzate per intensità/complessità delle cure ed assistenza, o per relativa "standardizzazione" dei tempi del ricovero, come nel caso del week-hospital o del day-hospital. In ogni caso la maggior parte delle piattaforme, salvo esigenze tecniche specifiche, è gestita secondo logiche multi specialistiche, che tramite anche la vicinanza logistica e fisica di specialisti di diversa provenienza favoriscono l'integrazione nei percorsi di cura.
Quali i pro e contro?
Il pro è certamente l'attenzione al paziente. Attorno a lui ruota l'ospedale, si muovono i professionisti, invertendo la logica tradizionale per cui era il paziente che veniva riallocato secondo un'appartenenza disciplinare. Inoltre assistenza e cura sono commisurate ai suoi bisogni.
Il contro è che per funzionare bene serve una gestione operativa molto forte, capace di organizzare procedure e processi quali quelli di programmazione delle sale operatorie e delle liste di attesa per rispondere alle necessità di gestione di piattaforme multi specialistiche.
Cosa significa in termini di cambiamento culturale?
Soprattutto abbandonare l'idea che l'ospedale sia una condominio fatto di appartamenti indipendenti gestiti dai professionisti, e che il venire meno di questa proprietà possa essere un problema di status o potere organizzativo.
Al contrario, l'ospedale modulare per intensità e con piattaforme gestite flessibilmente mantiene un'allocazione per specialità delle risorse, ma permette di adeguare la capacità produttiva all'andamento della domanda di prestazioni ed alle scelte strategiche aziendali.
Culturalmente si tratta quindi di rifondare l'idea che l'importanza nell'ospedale sia data dai posti letto gestiti, per spostare l'attenzione sulle competenze, sulle tecnologie, su ciò che rende un professionista "forte".

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