08|01|2010

Raggiunto il primo traguardo

Categoria: Aneddoti e curiosità

Raggiunto il primo traguardo
Si sono conclusi i lavori della prima fase di riqualificazione dell'Ospedale Niguarda, che hanno portato alla realizzazione del "blocco sud" (destinato all'alta intensità di cura: chirurgia robotica, cardiologia e cardiochirurgia, trapianti, oncologia ed ematologia, chirurgia toracica, chirurgia plastica), di un parcheggio a più piani, di un polo logistico, di un polo tecnologico attrezzato con tre gruppi di cogenerazione e di tre cunicoli (2.2 km) che saranno utilizzati per gli impianti, per i trasporti e per il passaggio pedonale.
I lavori sono durati meno di tre anni, un tempo estremamente ridotto considerata la complessità dell'intervento e il fatto che l'attività dell'ospedale non è mai stata interrotta.

09|10|2009

Ormai prossima la fine dei lavori

Categoria: Aneddoti e curiosità

Ormai prossima la fine dei lavori

La prima parte del nuovo Niguarda  è pressoché ultimata.
Sono, infatti, già stati realizzati circa il 96% dei lavori previsti.
Il gigantesco Blocco Sud (nella foto), composto da cinque edifici collegati tra loro (tra cui il ristrutturato padiglione Ponti) sarà dal prossimo anno sede di diversi reparti ospedalieri.
Lì troveranno collocazione i dipartimenti ospedalieri destinati all'alta intensità di cura come oncologia, cardiochirurgia, trapianti, ortopedia, pneumologia ed altri ancora.
Dalle vie adiacenti al Blocco Sud si possono vedere ampi scorci, tra cui la grande main street dove si affacceranno le accettazioni, le sale visita e le sale d' attesa, ma anche alcuni negozi di pubblica utilità.
Sono in pratica ultimati anche il Polo Logistico (magazzini, cucina, farmacia, etc) e il Polo Tecnologico, dove sono già in corso le prove dei cogeneratori che permetteranno all'Ospedale di "produrre" l'energia necessaria al suo fabbisogno.
Questi cantieri verranno consegnati entro fine dicembre, rispettando a pieno i tempi indicati dalla Direzione e dalla Regione Lombardia.
In seguito, dopo i collaudi previsti dalla normativa, inizierà il trasferimento dei reparti

07|05|2009

Energia pulita e autoprodotta

Categoria: Impatto ambientale e sicurezza

Energia pulita e autoprodotta
Un grande ospedale che lavora 365 giorni l'anno 24 ore su 24 ha bisogno di notevoli quantità di energia.
La realizzazione del nuovo ospedale è stata l'occasione per adottare moderne soluzioni per un uso razionale dell'energia e per applicare nuove tecniche a basso costo ed impatto ambientale .
"In particolar modo - spiega Carlo Maria Badi, Direttore Progettazione e Gestione del Patrimonio - utilizzeremo la cogenerazione, un complesso di tecnologie che permette una produzione combinata di energia elettrica e calore in uno stesso impianto."
La cogenerazione consente di ottimizzare il rendimento complessivo e l'efficienza di utilizzo del combustibile fossile sino ad oltre l'80%; a ciò corrispondono minori costi e minori emissioni di inquinanti, rispetto alla produzione separata di elettricità e calore. 


Nella foto uno dei cogeneratore

06|05|2009

Tartarughe veloci per il trasporto

Categoria: Aneddoti e curiosità

Tartarughe veloci per il trasporto

Si chiamano "tartarughe" ma a dispetto del nome che portano sono veloci ed ecologiche; stiamo parlando di grandi carrelli che trasporteranno pesi di oltre 300 kg  per il vitto, i rifiuti speciali e urbani ma anche la biancheria e i farmaci : viaggeranno nei 2,2 km di sotterranei, dal polo logistico, sede dei magazzini, verso i reparti dei poli DEA, Blocco Sud e verso i laboratori.
Le altre reti di trasporto sono la posta pneumatica (per sacche di sangue, analisi urgenti e piccole confezioni di farmaci) e il trasporto leggero (per provette, vacutainer e oggetti di piccole dimensioni mediante valigette sospese a monorotaia).

23|04|2009

Progetto cromatico per un ospedale a colori. Trend architettonico e benessere psicofisico

Categoria: Impatto ambientale e sicurezza

Progetto cromatico per un ospedale a colori. Trend architettonico e benessere psicofisico

Il rosso ci agita, suscita pericolo, il verde-veleno ci spaventa, il blu elettrico acutizza i dolori, il miele-legno ci calma: il colore aiuta non solo a identificare gli oggetti ma è anche un efficace mezzo comunicativo.
 Lo sa bene Jorrit Tornquist, noto architetto della 'Teoria del colore' e professore di Design Industriale al Politecnico di Milano, che ha elaborato un progetto cromatico per il nuovo volto dell'ospedale Niguarda, adottando l'uso di colori diversi per reparti e corsie.
Un ospedale deve essere un luogo gradevole - racconta Tornquist - accogliente, dove i pazienti ed il personale che vi lavora si sentano a proprio agio.
Il colore e la luce distraggono il paziente dal dolore e da sé stesso.
I piani saranno riconoscibili visivamente grazie all'attribuzione di un colore specifico che demarcherà le aree di accesso e proseguirà in una fascia lungo le pareti dello stesso reparto: in questo modo verrà facilitato l'orientamento dei visitatori all'interno dei vari piani dell'ospedale.
Particolare attenzione verrà prestata alla scelta dei colori per le aree di degenza, in base al principio che gli ambienti devono suscitare in chi vi soggiorna, buonumore e benessere.
Un esempio?
Le camere di degenza saranno tinteggiate di verde e arancio, colori rilassanti e che invitano a un atteggiamento estroverso, sulla convinzione che la guarigione è direttamente correlata a una positiva reazione psicosomatica.
Per le pareti del blocco operatorio e in generale per tutte le sale operatorie è stato scelto un colore verde-turchese che minimizza la postimmagine del colore rosso del sangue.
Le pareti degli spogliatoi per i pazienti in tutte le aree sono in arancio chiaro, un colore vicino al colore della carnagione, per evitare senso di disagio e estraneità. 
Storicamente la buona prassi e le normative in tema di igiene hanno imposto l'adozione di colori chiari, in particolare del bianco come colore tipico per identificare tutto ciò che riguarda le attività sanitarie.
A cosa si deve quindi questa inversione di tendenza?
"Negli ultimi decenni - spiega Nicola Orfeo, medico di Direzione Sanitaria - gli architetti hanno affrontato la crescente esigenza di umanizzazione degli ambienti senza trascurare gli aspetti tecnici, manutentivi e igienico sanitari.
Da anni registriamo nei nostri reparti, soprattutto quello pediatrico, i riflessi positivi della scelta dei colori per spazi, arredi e persino divise del personale sanitario sul benessere psicofisico degli ospiti.
Le ultime indicazioni igieniste a riguardo prevedono inoltre l'adozione di materiali ecocompatibili che riducono l'inquinamento".
Un progetto per dare un volto 'umano' alla struttura ospedaliera, dunque, che non comporta spese aggiuntive per l'azienda.


 

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